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RADIOFREQUENZA: UTILIZZO CLINICO ED ESTETICO

  • Immagine del redattore: Studio Donolato
    Studio Donolato
  • 30 nov 2025
  • Tempo di lettura: 6 min

Cos’è la radiofrequenza?

 

La radiofrequenza è una metodica non invasiva che contrasta efficacemente i segni dell’invecchiamento cutaneo e consente di ottenere un miglioramento della pelle del viso in quanto risulta particolarmente efficace per ridurre ed eliminare alcune patologie quali per esempio:

  • Rughe

  • Acne

  • Lassità di mento e guance


A cosa serve e come funziona la radiofrequenza?


La radiofrequenza serve a rimodellare i tessuti e a migliorare il tono e l'elasticità della pelle, sia sul corpo che sul viso, grazie a un'azione riscaldante che stimola la produzione di nuovo collagene ed elastina. 

Viene utilizzata per ridurre rughe e segni del tempo. 

La radiofrequenza trasmette uno stimolo sotto forma di onda elettromagnetica.

Il dispositivo è dotato di un applicatore (manipolo) capace di indurre un aumento di temperatura del derma stimolando la produzione di nuovo collagene e garantendo così effetti rigenerativi sulla zona trattata.

L’energia trasmessa ed assorbita a livello cellulare sostiene la cellula nei suoi processi enzimatici e respiratori aiutando a tonificare la muscolatura, determinando un miglioramento estetico e conferendo alla pelle un aspetto più tonico e giovane.


Come avviene l'azione terapeutica della radiofrequenza?


L’azione terapeutica della radiofrequenza si esplica tramite due tipi di effetti:

TERMICO: le molecole urtano tra di loro generando calore, quindi vasodilatazione, con un incremento della velocità del circolo arterioso e venoso, un miglioramento del circolo linfatico e un’importante azione anti edema. Il calore generato dal manipolo stimola l'attività dei fibroblasti, le cellule responsabili della produzione di collagene ed elastina, e il nuovo collagene prodotto sostituisce quello “vecchio” e danneggiato comportando un effetto rassodante e di maggiore compattezza della pelle.


BIOSTIMOLANTE: si esercita a livello della matrice extra ed intra cellulare, nonché a carico dei recettori di membrana.


Quali sono le modalità di funzionamento della radiofrequenza?


Mediante due modalità:

  • CAPACITIVA: indicata prevalentemente sui tessuti che manifestano una bassa impedenza e che contengono una buona quantità d’acqua, di sangue, di linfa o di altri liquidi organici, quali derma e muscoli.

  • RESISTIVA: adatta a lavorare su tutti quei tessuti poveri d’acqua e ad alta impedenza, quali il tessuto osseo, le cartilagini, le capsule articolari, i tendini e i legamenti.


Due sono anche le modalità attraverso le quali viene trasmesso il segnale:

  • MONOPOLARE: si usano due elettrodi che andranno posti quanto più vicini e contrapposti possibile perché fra di loro si sviluppa il campo elettromagnetico.

  • BIPOLARE: entrambi gli elettrodi sono posti sullo stesso manipolo, ed il campo elettromagnetico si sviluppa tra loro; questa modalità è maggiormente indicata per un lavoro superficiale.

 

Qual è la differenza tra la radiofrequenza utilizzata da un medico e quella di un centro estetico?


La differenza principale tra radiofrequenza medica ed estetica risiede nella potenza degli apparecchi: la radiofrequenza medica usa macchinari più potenti che permettono di regolare l’intensità della corrente elettromagnetica erogata; al contrario, i macchinari per la radiofrequenza estetica vengono tarati a determinati valori che rimangono fissi e che non possono essere cambiati.


Quali sono i principali benefici della radiofrequenza?

 

  • Un effetto lifting e tonificante in quanto agendo sulle fibre di collagene stimola la produzione di nuovo collagene e rende la pelle più compatta e tonica. 

  • Un’apprezzabile riduzione delle rughe perché il trattamento attenua quelle rughe sottili in particolare intorno agli occhi, al naso nasolabiali e sul decollete.

  • Un miglioramento della texture cutanea perché favorisce un aspetto generale più sano, giovane e luminoso alla pelle. 

 

Quanto dura l’effetto della radiofrequenza?

 

Gli effetti della radiofrequenza durano tra i 6 e i 12 mesi e possono variare a seconda delle caratteristiche della pelle e degli obiettivi individuali. In base alle necessità di ciascuno, il trattamento può essere ripetuto una o due volte l’anno.

 

A quante sedute è necessario sottoporsi?

 

Il numero di cicli e di sedute dipende dal tipo e dalla gravità dell'inestetismo da trattare. Generalmente, si consigliano una decina di sedute distanziate di circa una o due settimane, anche se i primi risultati sono apprezzabili da subito.

 

La radiofrequenza al viso è un trattamento doloroso?

 

La radiofrequenza viso è un trattamento indolore che provoca solo una sensazione di calore e un delicato massaggio. Può causare arrossamenti temporanei soprattutto in aree sensibili. 

 

La radiofrequenza comporta degli effetti collaterali?


Si tratta in realtà di un trattamento molto semplice e sicuro. È possibile che si palesi un leggero arrossamento che però è solo momentaneo e andrà attenuandosi progressivamente entro breve tempo.

Solo se non viene eseguita correttamente e da personale esperto e qualificato, può causare bruciature o lividi.


La radiofrequenza comporta delle controindicazioni?


Vi sono alcuni soggetti che non possono sottoporsi ai trattamenti:

  • I portatori di pacemaker o altro strumento medicale

  • I soggetti con lesioni tumorali nella sede del trattamento

  • I soggetti con patologie cutanee (ragadi o altre lesioni simili)

  • I soggetti affetti da allergie all’aloe e agli altri componenti della crema conduttiva

·       Le donne in gravidanza o in fase di lattazione.

 

 L'esposizione al sole dopo il trattamento è decisamente sconsigliata perché può causare scottature, così come fare una sauna o una doccia molto calda.

 

USO DELLA RADIOFREQUENZA IN ODONTOIATRIA

 

La radiofrequenza in odontoiatria erogata dalla tecnologia TMJ presenta numerose implicazioni terapeutiche che non sono limitate alla cura delle patologie dell’ATM ma che, grazie all’elettrodo endorale, si estendono anche alla terapia di molte patologie dell’interno della bocca.

 

Quali sono le indicazioni terapeutiche della radiofrequenza?


L’apparato stomatognatico è spesso causa di disturbi dolorosi o funzionali.

Le cause delle problematiche sono varie e possono riguardare la componente puramente ossea, quella cartilaginea o quella muscolo tendinea.

Spesso la patologia dell’ATM, non si limita a creare problemi a livello temporo-mandibolare, ma si riflette anche sulla colonna cervicale, sull’apparato auricolare, sui muscoli cervicali o nelle spalle. In altre parole, essa può agire da campo di disturbo o da zona trigger da trattare per risolvere la patologia.

In questo senso, la radiofrequenza in odontoiatria, applicata con una tecnologia specifica sia per l’articolazione temporomandibolare sia per alcune patologie endorali, può rivelarsi utile per risolvere il disturbo principale e/o quelli da esso derivati.


La radiofrequenza è indicata solo per le patologie dell'ATM?


Certamente no.

Nelle patologie dell’apparato stomatognatico la radiofrequenza – conosciuta anche con il nome di diatermia – ha un’indicazione non solo nelle patologie dell’ATM, ma anche a livello delle parodontopatie, delle gengiviti, delle perimplantoclasie, e delle patologie a carico delle due branche inferiori del trigemino.


Attraverso l’utilizzo dell’elettrodo endorale possono essere trattate gengiviti, recessioni gengivali, afte orali, tasche parodontali previo curettage della tasca, deiscenze di suture e deiscenze di membrana, facilitazione dell’ossificazione dei materiali posti nelle tasche parodontali e nei rialzi di seno mascellare nonché nei rialzi di cresta ossea.

La radiofrequenza in odontoiatria è indicata anche per le disfunzioni del velo pendulo, spesso causa primaria di patologie auricolari o del meccanismo della deglutizione.


Nelle gengiviti, nelle parodontopatie e nelle perimplantoclasie viene sfruttata principalmente l’attività biologica e antiflogistica della diatermia così come anche nelle patologie dell’ATM, mentre nelle neuropatie del trigemino si sfrutta soprattutto l’effetto termico oltre che quello analgesico.


Nelle parodontiti, dove la lesione riguarda i tessuti più profondi quali il legamento parodontale ed il tessuto osseo, è necessario l’utilizzo dell’elettrodo endorale.


Lo stesso tipo di trattamento riguarda le perimplantoclasie.


L’uso della radiofrequenza in odontoiatria è particolarmente indicato nelle recessioni ossee verticali, in cui non esistono cavità a tre pareti suscettibili di terapia chirurgica che, per quanto più traumatica, ha il pregio di essere più veloce.


D’altra parte, l’impiego della diatermia è assai utile dopo il trattamento chirurgico perché contribuisce a ridurre notevolmente i tempi di guarigione


La radiofrequenza è utile anche per il trattamento di patologie di natura fisioterapica?


L’utilizzo della radiofrequenza in odontoiatria è ideale per risolvere un ipertono muscolare derivante da un’errata dimensione verticale.


Ciò causa una serie di conseguenze cliniche che possono avvalersi della diatermia per attenuare il dolore e la contrattura patologica dei muscoli interessati dall’alterazione. (aticolazione temporomandibolare) che svolge un ruolo importantissimo nella masticazione e nella fonazione, ma anche nell’atteggiamento posturale del paziente.


Le patologie dell’articolazione temporomandibolare possono produrre una difficoltà nell’aprire o chiudere la bocca, con rumori di “scroscio“e dolori articolari.

In altre situazioni, la presenza di una patologia dell’ATM può comportare la comparsa di bruxismo o di altre parafunzioni che determinano alterazioni dell’occlusione, consumo dello smalto dei denti o vere e proprie fratture dei denti stessi.

 

Altre volte la patologia dell’ATM è secondaria ad altre alterazioni posturali nelle quali contribuisce a ritrovare l’equilibrio perduto a spese di mal posizioni della stessa che a lungo andare provocano disturbi importanti.

 

 Generalmente si ottiene un miglioramento della sintomatologia dolorosa, delle contratture, dell’atteggiamento posturale, della masticazione e della deglutizione nel giro di 6/7 trattamenti.


La radiofrequenza è utile anche per il trattamento delle nevralgie?


Certamente si.

Le lesioni della 2° e della 3° branca trigeminale (nevralgie trigeminali e facciali “a frigore“) in relazione con affezioni dei seni paranasali mascellari, etmoidali, sfenoidali nonché con patologie traumatiche, possono trovare sollievo nell'impiego della diatermia, sia utilizzata individualmente che sinergicamente a farmaci.


 
 
 

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